Il Peperoncino

peperoncino

Andate a prendere le vostre piante di peperoncino perchè ora scopriremo i segreti di questa che non solo è buona perchè arricchisce di sapori i nostri piatti, ma è anche ornamentale. Una delle spezie più conosciute al mondo, molto utilizzata in cucina, è una delle piante della famiglia della Solanaceae, la stessa delle melanzane. Una famiglia che ci regala tantissime piante a uso alimentare: il pomodoro è un fratello del peperoncino, la melanzana, la patata. E come i suoi parenti più stretti, è una pianta molto semplice da coltivare. E’ una di quelle piante che ci dà molte soddisfazioni: aggiusta proprio il morale, sia perchè ha una simpatia innata nella sua pianta, e sia perchè è di facile coltivazione e regala una grossa produzione di bacche e frutti, perciò ci dà l’impressione di una pianta sempre in salute. Ogni pianta ha una forma diversa; la bellezza del peperoncino è proprio la varietà, nelle sue infinite varietà e ibridazioni, troviamo frutti di colore e forma diversa. Quello che non si differenzia è il fiore: troveremo sempre questo fiorellino bianco indipendentemente dalla varietà. I frutti variano a seconda della specie e della varietà. Se prestiamo attenzione i fiori del peperoncino sono molto simili a quelli del pomodoro. Il terreno: è una pianta originaria dell’America del Sud, introdotta in Europa da Cristoforo Colombo e nei Paesi a clima temperato tropicale si sviluppa in maniera molto rapida e semplice. E’ una pianta che nei climi di provenienza è una sempreverde, perenne, vive un ciclo vitale di più anni. Nei nostri climi teme il freddo, per freddo intendiamo temperature inferiori ai 10°C, perciò spesso è usata come annuale però per esperienza vi diciamo che se noi abitiamo in un posto con un’esposizione ultra soleggiata, che il peperoncino vuole, se la ricoveriamo in un posto riparato d’inverno, con molta probabilità il peperoncino che mi ha dato i frutti quest’anno, li rifarà, perderà tutte le foglie, quindi non estirpiamolo, diradiamo le irrigazioni in quel periodo di riposo, anche se un po’ d’acqua al terreno va comunque data e verso Febbraio Marzo se la rimettiamo in zone dell’Italia centrale, Marzo Aprile in zone più settentrionali, ci rifarà una nuova vegetazione. Il terreno del peperoncino dev’essere innanzitutto un terreno ben sciolto e ben drenante, quindi mettere sempre una porzione di sabbia e preoccuparci di fare uno strato di drenaggio alla base, quindi prenderemo del terriccio universale, lo mischieremo con la sabbia e andremo a interrare il nostro peperoncino che si adatta benissimo anche alla coltivazione in vaso perciò anche per chi ha un piccolo spazio una pianta di peperoncino se la può sempre permettere. E’ una pianta che necessita di un terreno leggermente acido, non è così fondamentale, ma ama terreni acidi. L’acidità del terreno si può misurare o con delle cartine tornasole, che si trovano nei vivai o nei negozi adibiti alla vendita di prodotti per il giardinaggio e sono delle cartine che si appoggiano sul terreno e a seconda della colorazione danno un range di acidità. O se no c’è proprio il Phmetro, che è un attrezzo con un lungo ago e una lancetta con una scala che indica esattamente il valore del ph. Per misurare il ph ci dev’essere soluzione in circolo, vuol dire che il terreno dev’essere bagnato. Secondo la vostra esigenza andate ad agire sul terreno per mantenere o cambiare il grado di acidità: ci sono degli ammendanti naturali, per esempio per calcificare o per rendere basico un terreno acido si aggiunge della calce. Per rendere acido un terreno si aggiungono delle torbe, che è un materiale che sembra quasi un terriccio, ma in realtà sono fibre in semi decomposizione che hanno una grossa acidità. Quindi possiamo aumentare o abbassare il ph, quindi renderlo più acido o più basico in base alle nostre necessità. E’ chiaro che su enormi distese dobbiamo decidere noi cosa piantare in base al terreno che abbiamo a disposizione. La pianta di peperoncino ha grosse esigenze idriche; non vanno fatte grosse concimazioni organiche anche se una porzione di stallatico e humus la possiamo mettere nella nostra composta, ma una piccola porzione, perchè se no favoriremo molto il verde a discapito della fruttificazione. Le concimazioni al nostro peperoncino vanno fatte nella fase di allegagione, ossia il momento più delicato della fruttificazione, il momento in cui il fiore diventa frutto. Ed è lì il momento critico perchè potrebbe perdere il piccolo frutto; è il momento più delicato e posso andare a concimare la mia pianta di peperoncino con concimi biologici perchè destinati all’alimentazione e ad alto contenuto di potassio, perciò la porzione di azoto che è il microelemento più presente nella concimazione organica che favorisce il verde, deve essere in minor parte rispetto al potassio che favorisce la fruttificazione. Informiamoci su che varietà di pianta prendiamo sia per la piccantezza e sia sul portamento. Un peperoncino ornamentale è così chiamato perchè ha vari fiori e vari colori di frutti, ed è molto più cespuglioso a differenza della Cayenna che tende a crescere aiutandolo con un’asticella o gli stecchini degli spiedini. La pianta di peperoncino è apprezzata sia a livello ornamentale, ma soprattutto per il suo potere di piccantezza, attraverso l’etichetta, bisogna sempre chiedere, in realtà loro sono del genere capsicum che comprende una serie di piante di varia piccantezza. Lo stesso peperone che noi mangiamo è un capsicum di principio attivo piccante che è la capsicina. Molto percepita dai mammiferi, al contrario gli uccelli si nutrono e sono ghiotti di peperoncino e non sentono la piccantezza. Il suo principio attivo, la capsicina, che non fa nient’altro che interagire con dei termorecettori della nostra bocca e ci dà questa sensazione di alzamento della temperatura nella nostra bocca per far percepire al nostro cervello questa sensazione di piccantezza, subito dopo seguita da della produzione di endorfine che il cervello a difesa di questo bruciore produce. Il Naga è una varietà che nel 2006 è stata classificata come la più piccante, nota anche come “morso di serpente”. L’errore da non commettere è far mancare acqua al nostro peperoncino e metterlo all’ombra: ci farà molto verde, ma la produzione di fiori e frutti sarà scarsa perchè ha bisogno di energia solare.