Come coltivare e curare le rose a casa propria

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Come coltivare e curare le rose a casa propria
Parliamo di rose, come si curano e come si rinvasano, potano e prevenire l’avvento dei parassiti. Le rose sono le regine dei nostri giardini. Un terrazzo, un giardino che non ospita almeno un esemplare di rosa perde nella sua bellezza. Se l’esposizione ce lo permette, regaliamoci delle rose. Ne troviamo di infinite varietà e infiniti colori. Nel tempo sono state ibridate e abbiamo varie soluzioni: il fiore profumato, fiori semplici, fiori grandi, piccoli. E anche per appartamento abbiamo varie soluzioni: da quelle tappezzanti più bassine ai classici cespugli, alle classiche rose rampicanti così chiamate erroneamente perchè non è una rampicante, non è dotata di radici avvintizie o viticci che l’aiutano al sostegno, ma ha un portamento che si presta alla legatura su grigliati o pareti. In linea di massima il trattamento è uguale per tutte le piante, ma consigliamo sempre di chiedere al fiorista. Di massima per ogni rosa valgono le stesse regole. Le rose sono originarie dell’Europa e dell’Asia, perciò sono autoctone nel nostro Paese e amano il freddo, il troppo caldo potrebbe dare fastidio. Amano climi freschi, ma molto sole, perciò andremo sempre a mettere la nostra rosa nel punto più assolato del nostro terrazzo. Vediamo le rose in vaso, cioè con la radice coperta da una zolla. Appena acquistata la nostra rosa, nel vaso dove la troviamo in realtà ha una possibilità di permanenza di un anno. Ci sono varie opzioni di vasi: dalla semplice plastica, alla resina fino ad arrivare alla terracotta che però è un veicolo di malattie perchè può attaccarsi la muffa e altro. La plastica invece ha la capacità di scaldarsi al contatto col sole perciò mantiene il pane radicale ad una temperatura idonea per la quale alcuni processi chimici si possano sviluppare in migliori modo all’interno del terreno che ospiterà la nostra pianta. La plastica però ha un degrado nel tempo. Per rinvasare una pianta di rosa prendiamo un vaso di misura maggiore, del materiale drenante nello specifico dell’argilla espansa, ma anche pietra pomice, ghiaia o coccio rotto. Andiamo a creare un substrato nel vaso di 3/4 cm che servirà a darci il giusto drenaggio e a evitare ristagni d’acqua. Muniamoci dei guanti per lavorare con la pianta di rosa. Riempiamo il vaso con del terriccio universale e concime organico, consigliamo lo stallatico. Togliamo con una leggera pressione il vasetto dalla pianta, incidiamo leggermente il pane radicale per interrompere la spiralità radicale che il vaso ha creato e aiutare la rosa ad allargare la sua struttura radicale. Posizioniamo la rosa al centro del vaso facendo attenzione che l’altezza mi permetta di avere quei due tre cm che poi tratterranno le acque delle innaffiature che verseremo. Immettiamo nel bordo il terriccio concimato. Le rose sono piante generosissime, ci regalano una fioritura rigogliosa, ma hanno bisogno di alcune accortezze perchè sono soggette a molti parassiti sia di origine animale, ovvero gli insetti, sia di origine vegetale, ovvero i funghi. Nel tempo potrebbero avere problemi di assorbimento di sostanze nutrienti e una delle patologie più frequenti sulla rosa è la clorosi che non ha natura nè vegetale, nè animale. E’ un giallore esteso della foglia, cioè si perde questo verde brillante, la foglia non produce più clorofilla, ha problemi di assorbimento del ferro nel terreno e questo si verifica spesso con l’annaffiatura di acqua domestica che è ricca di calcare. La ruggine è una malattia di origine vegetale ovvero sono dei funghi e hanno bisogno di umidità e caldo, perciò Maggio e Settembre sono i periodi dove piove e ancora le temperature sono alte, quindi dobbiamo stare attenti. Dobbiamo avere l’accortezza di pulire sempre il vaso della rosa dalle foglie cadute nell’inverno perchè è lì che annida il fungo. Il verde rame è un trattamento per combattere il fungo e ogni anno trattiamo la pianta nel periodo di ripresa vegetativa ad Aprile Maggio; spruzziamo il verde rame e puliamo dal residuo vegetale della caduta del fogliame. Perchè là il fungo deposita le sue spore e trova un ambiente idoneo per il suo svilupparsi. Il verde rame va diluito in soluzione e va spruzzato sulle foglie e sul fusto: deve bagnare completamente la nostra pianta, bastano due tre applicazioni a distanza di 15/20 giorni facendo attenzione a non somministrare verde rame quando piove o la pianta è umida perchè non attacca. Se no ci sono dei fungicidi sistemi: vuol dire che li applichiamo alla pianta e entrano in circolo con la pianta, non sono solo da contatto, ma vengono assorbiti dalla pianta. Tengono queste proprietà curative per diversi mesi. Un’altra malattia che colpisce spesso le rose è l’oidio, detto mal bianco, che è una muffa biancastra che si forma sulle foglie e le fa morire. La potatura ci permette di mantenere una struttura di educazione, ordinata, vanno potate verso Febbraio Marzo. Bisogna potare anche il fiore ormai sfiorito, eliminando il fiore stimoliamo la pianta a una nuova produzione di fioritura. La potatura strutturale si fa verso Febbraio quando la rosa ha una ripresa vegetativa e ha emesso le prime gemme che ci permettono di immaginare come farla crescere. Andiamo anche a dimezzare il fusto di una rosa tenendo conto delle gemme, un taglio obliquo opposto alla gemma così l’acqua piovana scivolerà e non ristagnerà.
Lo staff di International Flora